OPERAZIONE " MONTEA " BRACCONAGGIO NEL PARCO DEL POLLINO

OPERAZIONE " MONTEA " Bracconaggio nel Parco del Pollino – Ripresi dalle telecamere mentre cacciavano nell’ area protetta – ROTONDA, 26 Aprile 2013 –  Ripresi a praticare attivita’ venatoria  in area protetta grazie all’ ausilio di apparecchiature di videosorveglianza. E’ quanto emerso dalle indagini del Corpo Forestale dello Stato, Coordinamento Territoriale per l’ Ambiente del Pollino, finalizzate al  contrasto del fenomeno di bracconaggio nella valle dell’ Esaro. La vasta operazione denominata " Montea ", il cui nome deriva dal monte dove veniva praticata tale attivita’ illegale, ha visto impegnati questa mattina 50 uomini del Corpo e un elicottero NH 500proveniente dal Centro operativo Aereo Unificato di Lamezia Terme. In particolare sono stati eseguiti nei comuni di S.Agata D’Esaro, S.Sosti,Fagnano Castello e Roggiano Gravina i decreti di sequestro preventivo di armi,munizioni e radio trasmittenti emessi dal Giudice per le indagini Preliminari del Tribunale di Castrovillari Anna Maria Grimaldi nei confronti di 11 persone su proposta del Sostituto Procuratore della Repubblica di Castrovillari Francesco Santosuosso titolare delle indagini. Questi dovranno rispondere dei reati di introduzione di armi, attività venatoria e disturbo delle specie animali all’interno dell’area protetta del Pollino. Alcuni di loro effettuavano tale attività venatoria sprovvisti anche di regolare porto d’armi. Le indagini condotte dal Comando Stazione di S.Sosti, durate mesi, hanno evidenziato grazie all’utilizzo delle apparecchiature di video ripresa l’attività venatoria di queste persone nelle località “Fontana Corina” e “Serra del Finocchio” località queste ricadenti in zona “1”del Parco del Pollino, risultate sito Bioitaly. Una zona difficile da poter controllare per la sua morfologia del territorio controllata durante la battuta di caccia da alcune “vedette” umane presenti sul luogo. In  particolare le immagini delle riprese video e rilievi fotografici, hanno evidenziato che gli indagati si trovavano all’interno dell’area protetta muniti di fucili, radio ricetrasmittenti e cani da seguita, con atteggiamento diretto a ricercare la fauna, stanarla e catturarla. Per impedire l’illecito gli indagati sono stati videosorvegliati a distanza con le nuove apparecchiature del Corpo Forestale opportunamente installate in punti idonei al rilevamento di tale illecita attività ed al monitoraggio della zona. La tecnica è una di quelle che solitamente viene usata per il contrasto agli incendiari, ed ha portato al deferimento degli 11 destinatari delle informazioni di garanzia e del provvedimento. Durante l’operazione sono stati sequestrati 35 fucili, 7 radio ricetrasmittenti e 1.500 munizioni a “palla unica” e “spezzata”. “Auspichiamo che questa operazione sia efficace deterrente sia per i bracconieri che per gli incendiari” ha commentato il Coordinatore del CTA del Corpo Forestale, Vice Questore Vincenzo Perrone.

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