Dall’ incontro tra l’ Ente parco e gli operatori del turismo ricettivo nasce il Comitato operativo COVID-19 Parco del Pollino. Misure di incentivazione ed una campagna di comunicazione tra gli obiettivi indicati

Dall’ incontro tra l’ Ente parco e gli operatori del turismo ricettivo nasce il Comitato operativo COVID-19 Parco del Pollino. Misure di incentivazione ed una campagna di comunicazione tra gli obiettivi indicati.

Si è svolta nei giorni scorsi, su invito del Presidente del Parco Nazionale del Pollino, on. Mimmo Pappaterra, una riunione per via telematica tra i vertici dell’Ente Parco ed una larga rappresentanza degli operatori del settore turistico ricettivo del territorio. Erano presenti, oltre al Presidente, anche il Direttore dell’Ente Giuseppe Melfi, il presidente della Comunità del Parco Renato Iannibelli, il vicepresidente del Parco Franco Fiore nonché vicepresidente del GAL Cittadella del Sapere, ed il direttore del GAL Pollino Francesco Arcidiacono. La riunione è nata dall’esigenza di avviare un confronto su quelli che possono essere gli interventi da mettere in campo per fronteggiare i devastanti effetti del Covid 19 sul turismo dell’area del Pollino ed ha visto la partecipazione di alcuni consorzi di operatori nati negli ultimi anni nell’area del Parco, delle guide ufficiali del parco, di molte associazioni di operatori del settore degli sport all’aperto, nonché dei rappresentanti del CAI di Basilicata e Calabria e dei CEA. Secondo alcuni studi di settore accreditati il calo di presenze in Italia nel 2020 sarà pari almeno a 260 mln, circa il 60% in meno dello scorso anno. La stima prende in considerazione il movimento ufficiale che normalmente si registra nelle strutture ricettive accreditate e prevede una graduale ripresa dei viaggi tra la fine dell’anno e l’inizio del 2021. La perdita di spesa turistica toccherà anche l’area del Pollino non solo per il comparto ricettivo ma anche per settori come la ristorazione, il commercio in generale e i trasporti ed i servizi turistici in generale coinvolgendo almeno 800 aziende. Il Presidente dell’Ente Parco, ha dichiarato che l’Ente intende mettere a disposizione tutte le risorse reperibili sul bilancio annuale, al netto delle spese obbligatorie, anche in ragione della circostanza che molte delle attività programmate non potranno essere realizzate a causa dell’emergenza in atto. L’Ente ha proposto misure di incentivazione in favore degli operatori del settore turistico, nonché una nuova e più incisiva campagna di comunicazione e promozione del parco. Le proposte sono state sono state oggetto di confronto con gli operatori economici intervenuti i quali hanno apprezzato le iniziative proposte che nei prossimi giorni saranno meglio delineate e dettagliate nel merito, riconoscendo come positiva l’iniziativa del Presidente del Parco di aver voluto ascoltare il territorio. Gli stessi imprenditori si sono impegnati a presentare delle proposte operative che saranno valutate attentamente dal Parco. Il tavolo, su invito di Pappaterra dovrà, per tutta la durata della fase emergenziale, trasformarsi in comitato operativo Covid 19 del Parco del Pollino per le iniziative da assumersi in ambito turistico. Nel corso dell’incontro sono emerse ulteriori proposte, come quelle relative ad un sostegno in termini di liquidità immediata per poter effettuare tutte le operazioni di messa in sicurezza delle strutture in termini di sanificazioni, pulizie straordinarie ed acquisto del DPI, così come la messa in campo di un “protocollo operativo di sicurezza”. Le guide del Parco, che svolgono in maniera esclusiva la professione, hanno chiesto di poter lavorare in progetti promossi dal Parco quale forma di sostegno al reddito, fino alla ripresa delle attività. Anche i Centri di educazione ambientale hanno posto l’accento sull’opportunità di riallacciare collaborazioni con il parco e con i comuni al fine di svolgere attività educativa con i bambini ed i ragazzi. C’è stato, infine, chi ha proposto forme alternative di turismo innovativo e qualificato con prodotti e servizi diversificati. Gli operatori del rafting, dell’ acquatrekking e del trekking hanno fatto presente la necessità che le Regioni consentano forme di allenamento all’aperto considerato che operano in ambiente naturale evidenziando la necessità di poter svolgere le attività preventive come la manutenzione su fiumi, percorsi e sentieri.

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