ESERCITAZIONE MILITARE NEL POLLINO MA C’ E’ COMPATIBILITA’ TRA UN PARCO E UN POLIGONO MILITARE ?

""Castrovillari – Esercitazione militare nel Parco del Pollino il 19,20 e 21 aprile ma la domanda e’: c’ e’ compatibilita’ tra una riserva naturale protetta e un poligono militare ? – L’ area che racchiude il poligono militare della Manfriana compresa tra i comuni di Castrovillari e Frascineto sara’ interessata nei giorni 19, 20 e 21 aprile nel quadro dell’ attivita’ addestrativa per l’ anno 2016 da un’ esercitazione, l’ ennesima che l’ Esercito italiano organizza nel poligono militare che insiste nel Parco del Pollino. Nei giorni indicati e’ vietato l’ accesso, la sosta ed il transito nel Poligono di " Monte Manfriana ", in  pratica l’ area interessata diventa di totale " proprieta’ " del Reparto interessato all’ esercitazione che perimetra l’ area segnalandola con bandierine rosse e prevedendo con apposita segnaletica ad indicare eventuali interruzioni e deviazioni del traffico stradale. Le carte topografiche sono esposte all’ albo dei comuni interessati. Nelle indicazioni dell’ esercito c’ e’ il divieto di raccogliere o rimuovere proiettili inesplosi o ordigni esplosivi segnalandone la presenza alle autorita’, la serie di articoli che prevede l’ ordinanza si conclude: i contravventori alla presente ordinanza incorreranno nelle sanzioni previste dalla legge e saranno ritenute responsabili dei danni che potrebbero derivare alle persone ed alle cose. Detto cio’ occorre per forza di cose fermarsi a riflettere, la prima riflessione che sovviene  e’ se  sia il caso stante la situazione attuale che non e’ quella degli anni ’70 continuare ad effettuare esercitazioni di questo tipo in un’ area protetta, inserita nel patrimonio Unesco, nella Carta europea per il Turismo Sostenibile ad evidente vocazione turistica in cui l’ unica legge che dovrebbe valere e’ quella della protezione della sua unicita’. Di fatto gli spari delle esercitazioni e soprattutto i residuati che vengono lasciati sul campo mal combaciano con i principi di una riserva naturale protetta. Sono spesso visibili bossoli esplosi e inesplosi al termine delle esercitazioni, in un ambiente dove le persone vanno ad esempio a raccogliere asparagi oppure effettuano una gita turistica. Continuare a prevedere questo tipo di attivita’ ancora oggi su di un monte che grazie anche alla presenza degli oramai noti " Massi della Manfriana " , che  gli storici collocano al primo posto tra le aree di cultura greca site a maggior altezza nel bacino del Mediterraneo, e’ un ulteriore invito a riflettere. “ Just a moment “, direbbero gli inglesi, si, bisognerebbe prendersi un minuto per fare un sopralluogo e notare quanto l’ area risulti di fatto inquinata dopo le esercitazioni. Nel Parco del Pollino anche le arrampicate sportive sono strettamente controllate ed in alcuni casi vietate al fine di preservare la biodiversita’ del  territorio e allora immaginiamoci spari anche di un certo rilievo che in alcuni frangenti sono facilmente percepibili anche nelle abitazioni dei due centri interessati. Abbracciare questa causa anche per i movimenti ambientalisti non e’ un affare così tanto peregrino, altrove lo hanno fatto, nel Parco dell’ Alta Murgia ad esempio, il cui direttore dell’ epoca affermava che un parco: deve essere percepito come un luogo di pace e di serena convivenza. Giusto per non dimenticare il 21 luglio 1996, presso il campo scout del gruppo Agesci di Cassano Jonio (Cosenza), in localita’ Monte Sparviere nel comune di Alessandria del Carretto (Cosenza), si verificava lo scoppio di un ordigno (sembra si trattasse di una bomba a mano), rinvenuto da alcuni scouts in localita’ Lagoferano, a circa due chilometri dal campo base, nella giornata del 19 precedente e da questi consegnato al responsabile del gruppo; lo scoppio dell’ordigno, per cause imprecisate, provocava il grave ferimento del responsabile del gruppo stesso, signor A. D. M., nonche’ di altri astanti; a seguito dei primi accertamenti eseguiti sul luogo dai Carabinieri, furono rinvenuti alcuni bossoli ed altri reperti; secondo alcune voci e testimonianze, sembra ci fosse stata, tempo addietro, nella stessa zona una esercitazione militare… quanto ora riportato e’ parte di una interrogazione a risposta scritta indirizzata alla Camera dei deputati venti anni fa ( settembre 1996 ) e nella stessa oltre alla richiesta di fare piena luce sulla questione si chiedeva inoltre di:  3) fare in modo che tali zone, bellezze naturali incontaminate ed inserite negli itinerari del movimento scouts nazionale, non siano ulteriormente zone di esercitazioni militari, con possibili accadimenti quali quello di cui alla presente interrogazione, che determinano la proiezione all’esterno di una immagine altamente negativa per il territorio e per la intera Calabria, con grave pregiudizio di un possibile sviluppo turistico nell’ambito del Parco Nazionale del Pollino. Non occorrerebbe aggiungere altro se non fosse che evidentemente nell’ area calabra del Parco del Pollino ancora vengono effettuate esercitazioni.

PARCO DEL POLLINO: “SISTEMA INTEGRATO PER L’ACCESSO ALLE RISORSE AMBIENTALI, STORICHE E TURISTICHE "

[img]http://www.parcodelpollino.info/public/upload/images/convegno_parco.jpg[/img][b]Il Presidente della Regione, Mario Oliverio ha presieduto, presso l’aula consiliare del Comune di San Sosti, un importante incontro con i sindaci dei comuni di San Sosti, Buonvicino, Verbicaro, Maierà e Grisolia per discutere della realizzazione del progetto riguardante il “Sistema integrato per l’accesso alle risorse ambientali, storiche e turistiche nelle aree ricadenti nei comuni di Buonvicino, Grisolia, Maierà San Sosti e Verbicaro – Sentieri e percorsi nel Parco Nazionale del Pollino”. All’incontro hanno partecipato, oltre ai primi cittadini dei comuni interessati, anche il presidente del Parco Nazionale del Pollino, Mimmo Pappaterra, i tecnici Tommaso e Marco Fasano che hanno redatto l’importante opera intercomunale, numerosi cittadini, amministratori locali, il consigliere regionale Franco Sergio e il Vescovo della Diocesi di San Marco-Scalea, mons. Leonardo Bonanno. “Da tempo – è stato ribadito nel corso degli interventi dei sindaci di San Sosti e Buonvicino, Vincenzo De Marco e Ciriaco Biondi e degli stessi progettisti- inseguiamo un sogno che è quello di collegare, attraverso una rete di sentieri, molti dei quali già esistenti da secoli (si tratterebbe, quindi, soltanto di un ripristino), nel pieno rispetto dell’impatto e della compatibilità ambientale, i territori dello Jonio con quelli del Tirreno e con il Pollino. La parte di territorio presa in considerazione ha costituito, fin da epoche remote, il naturale punto di passaggio tra la costa ionica e la costa tirrenica come percorso più breve tra i due mari. Già dall’antichità questa zona veniva individuata come una delle "vie istmiche" ed ancora, in epoche più recenti, come "la via del sale", a testimonianza del valore che nei diversi secoli tale collegamento ha assunto per le popolazioni del luogo, sia dal punto di vista economico sia dal punto di vista politico, sociale e culturale. Le merci destinate dallo Ionio al Tirreno venivano veicolate nell’entroterra, preferendo il trasporto per via terrestre. A tale scopo si utilizzarono, migliorandoli, gli stessi itinerari che la gente indigena già percorreva, attraverso l’Appennino Calabro-Lucano, mediante i quali raggiungevano il Tirreno in minor tempo e con maggior sicurezza. Per il collegamento con Skidros e Laos si percorreva la strada più comoda e più breve: Sibari-Crati-Esaro-Rosa-Varco del Palombaro-Laos. Da qui, nasce la nostra esigenza di rendere i nostri territori maggiormente fruibili e connessi tra loro, munendoli di percorsi le cui caratteristiche hanno una forte attrattiva ambientale, turistica e culturale”. “Il vostro -ha detto il Presidente Oliverio, a conclusione dell’incontro- è un approccio corretto, in piena sintonia con la nostra strategia dell’utilizzo delle risorse comunitarie. Valuteremo approfonditamente, nel merito, il vostro progetto e, insieme ai tecnici, stabiliremo il da farsi. Le risorse non mancano ed anche un progetto così importante, su vasta scala, che coinvolge diversi territori, può essere realizzato”. “Nella utilizzazione delle risorse comunitarie 2014-2020 -ha aggiunto Oliverio- la prima cosa che vogliamo e dobbiamo evitare è la frammentazione delle stesse. Per questo motivo, siamo in perfetta sintonia. Non basta costruire opere e finanziare progetti che poi si rivelano “cattedrali nel deserto”, opere inutili ed inutilizzabili. Un progetto serio, che serve alla rinascita della nostra terra deve coinvolgere i territori e le popolazioni, partire dal basso e puntare alla piena valorizzazione delle peculiarità dei nostri territori, mettendo da parte visioni e tentazioni localistiche che in passato hanno prodotto solo danni. Il vostro progetto, ad una prima valutazione, mi pare abbia tutte queste caratteristiche. Lo analizzeremo nel merito confrontandoci e dialogando. Sono sicuro che, insieme, realizzeremo obiettivi utili alla nostra terra”. “Il nostro scopo –ha concluso Oliverio- è proprio quello di coinvolgere i nostri territori e da essi, senza calare nulla dall’alto, far partire la scintilla per accendere i motori della crescita e dello sviluppo della nostra regione”. ( comunicato )[/b]

" IL POLLINO: BARRIERA NATURALE E CROCEVIA DI CULTURE. GIORNATE INTERNAZIONALI DI ARCHEOLOGIA "

""CONVEGNO A SAN LORENZO BELLIZZI IL 16 E 17 APRILE: " IL POLLINO: BARRIERA NATURALE E CROCEVIA DI CULTURE. GIORNATE INTERNAZIONALI DI ARCHEOLOGIA " – Si terra’ a San Lorenzo Bellizzi nei giorni 16 e 17 aprile 2016 l’ interessante convegno di archeologia: " IL POLLINO: BARRIERA NATURALE E CROCEVIA DI CULTURE. GIORNATE INTERNAZIONALI DI ARCHEOLOGIA ", organizzato da Carmelo Colelli e Antonio Larocca in collaborazione col Comune di San Lorenzo Bellizzi e con l’ Ente Parco Nazionale del Pollino. Il programma prevede una giornata di lavori congressuali e una di escursioni in visita ad alcuni siti del luogo. Tema dell’evento è l’archeologia della Valle del Torrente Raganello e, più in generale, dell’area del Parco Nazionale del Pollino. Anche le grotte, e le problematiche ad esse correlate, saranno affrontate nell’ambito di differenti interventi, visto che la manifestazione si colloca, fra l’altro, nel quarantesimo anniversario della fondazione del Gruppo Speleologico “Sparviere”, il sodalizio più vecchio della Calabria con sede ad Alessandria del Carretto in provincia di Cosenza. Per scaricare il programma clicca sul seguente link:

https://drive.google.com/file/d/0B3uTeyLDNpDkek1pbFVjeE9SYzA/view?usp=sharing

PARCO DEL POLLINO – FURTO DI LEGNA,DEFERITE DUE PERSONE.TAGLIATE ABUSIVAMENTE 370 PIANTE DI LECCIO

""OROSMARSO(CS) – FURTO DI LEGNA IN AREA COMUNALE. DEFERITE DUE PERSONE – Tagliate abusivamente 370 piante di Leccio nel Parco del Pollino. ROTONDA, 5 aprile 2016 – Due uomini di Orsomarso ( CS ) sono stati  deferiti alla Procura della Repubblica di Paola per danneggiamento e furto di piante. Il provvedimento arriva al termine di una accurata indagine del Comando Stazione del Corpo Forestale di Campotenese a seguito di alcuni tagli furtivi rinvenuti in c.da Armarotonda del Comune di Orsomarso, area questa ricadente in “Zona 1” del Parco Nazionale del Pollino e di difficile accesso per la morfologia del territorio. Nei pressi di questa area è stato trovato al’interno di un piazzale della legna depezzata le cui indagini, a cui hanno partecipato anche i reparti di S.Agata D’Esaro ,Morano e Saracena,  hanno confermato provenire dalla località oggetto del taglio furtivo. In particolare questo piazzale veniva usato per depositare il materiale trafugato prima di essere trasportato con un mezzo presso la destinazione finale. Dai controlli effettuati sono stati posti sotto sequestro circa 35 quintali di legna già depezzata e tutta l’area interessata al taglio abusivo di 376 piante di Leccio di proprietà del Comune.  Area demaniale nella quale è stata rinvenuto anche diverso legname giacente sul letto di caduta ancora non lavorato e recuperato (circa 200 quintali). Il taglio furtivo ed irrazionale delle piante ha denudato il soprassuolo creato degli spazi che potrebbero compromettere  l’integrità idrogeologica della zona topografica a causa della pendenza elevata.

IL NEO CONSIGLIO DIRETTIVO DELL’ENTE PARCO NAZIONALE DEL POLLINO APPROVA IL BILANCIO DI PREVISIONE

Il neo Consiglio direttivo dell’Ente Parco Nazionale del Pollino, insediatosi da qualche settimana e riunitosi per la seconda volta giovedì scorso, ha approvato il Bilancio di previsione per l’esercizio finanziario 2016, bilancio che ha già ottenuto il parere favorevole del Collegio dei Revisori dei Conti — pure presenti alla seduta — e che ora deve ottenere il parere della Comunità del Parco per essere trasmesso al Ministero dell’Economia e, quindi, passare al vaglio del Ministero dell’Ambiente. I consiglieri (presenti 6, gli altri due devono ancora insediarsi), hanno espresso apprezzamento per l’opera del presidente del Parco, Domenico Pappaterra che, pur in solitudine, per due anni, è riuscito a traghettare egregiamente il Parco verso la fase attuale in cui la ricomposizione degli organi l’Ente gestore (dovrà definirsi anche la questione del direttore; per il momento è stato prorogato, per altri tre mesi, l’incarico al funzionario Giuseppe Milione, responsabile dell’area della Pianificazione) permetterà di riprendere il governo collegiale dell’Ente Parco.  E le attività previste e esposte nella relazione programmatica del presidente vanno proprio in tal senso, ovvero, in continuità con quanto attuato da Pappaterra sinora, prevedono di dare seguito innanzitutto alla gestione delle attività previste con il riconoscimento ottenuto dal Parco quale Geoparco e Patrimonio dell’Unesco. Riconoscimenti universali di grandissima rilevanza che richiedono “la costituzione di un ufficio apposito, preposto alla individuazione delle azioni da svolgere all’interno del Geoparco: tutela, valorizzazione e previsione dei geositi; costituzione di un comitato scientifico, per la collaborazione alla programmazione delle attività del Geoparco, e alla predisposizione di apposite pubblicazioni scientifiche; azioni volte a dare visibilità al Pollino Gepark, inserito nella Rete europea e globale dei geoparchi”.  Tutte le azioni saranno improntate alla massima qualità, così come impone il riconoscimento Unesco. Per questo saranno, a breve, organizzati “gli Stati generali del territorio” per definire “insieme a tutti gli attori istituzionali, sociali, imprenditoriali e associativi, una Carta di Intenti alla quale fare riferimento. Inoltre, si lavorerà alla candidatura del Parco per organizzare nel 2016 il forum italiano annuale dei Geoparchi alla presenza dell’Ambasciatore italiano presso l’Unesco che ha dato la sua disponibilità a partecipare”.  Altre azioni riguardano la Carta Europea per il Turismo Sostenibile, la cui adesione è avvenuta alla fine del 2014; l’attuazione d’interventi di conservazione e tutela e fruibilità dei territori; il sistema di gestione ambientale; il turismo scolastico e sociale; la promozione economica e quella culturale; la conservazione; la programmazione nazionale e comunitaria (2014-2020). Nell’ambito della Strategia per le Aree Interne, nel corso di Febbraio, il Parco organizzerà un forum con le Regioni, Unioncamere e Federparchi per “individuare progetti innovativi capaci di sviluppare economie gene e qualità della vita nel nostro territorio”. Puntando alla rapina approvazione del Piano per il Parco, si procederà al perfezionamento del Regolamento del Parco. Saranno reinseriti i lavoratori ex LSU del Parco anche per il versante calabrese, “data la positività del progetto finanziato dalla Regione Basilicata per il reinserimento” degli stessi lavoratori lucani. Ribadito l’impegno per la lotta agli incendi boschivi e la partecipazione alle principali fiere di settore turistico e eni-gastronomico (BIT e Salone del Gusto).

INSEDIATO IL NUOVO CONSIGLIO DIRETTIVO DEL PARCO DEL POLLINO –

Insediato il nuovo Consiglio direttivo del Parco del Pollino – " Sono grato al ministro dell’Ambiente per aver nominato il nuovo Consiglio direttivo ". Ha commentato così, parlando di una giornata importante, " dopo due ani di solitudine”, il presidente dell’ Ente Parco Nazionale del Pollino, Domenico Pappaterra, durante la prima riunione – d’ insediamento – del Consiglio Direttivo dell’Ente, svoltasi oggi a Rotonda (PZ). Il Consiglio, nominato dal ministro dell’Ambiente, Gian Luca Galletti, il 16 dicembre scorso, durerà in carica cinque anni. “Ringrazio per la fiducia accordatami. Lavorerò in sintonia col presidente e col Consiglio in continuità delle attività già svolte con i lavori avviati e al fine di concluderli”. E’ quanto ha dichiarato il neo vice presidente dell’Ente Parco Nazionale del Pollino, eletto durante la seduta d’insediamento dell’organo, Giuseppe Castronuovo, sindaco di Senise (PZ). Castronuovo è uno degli 8 componenti del Consiglio: quattro sindaci, tra i quali Giovanni Cosenza, Roberto Giordano, Giovanni Ceglie, designati dalla Comunità del Parco; Carmelo Lo Fiego, su designazione del Ministero dell’Ambiente; Stefano Volponi, su designazione dell’ISPRA. Non sono stati nominati, al momento, altri due componenti (su designazione Ministero Politiche Agricole e Associazioni ambientaliste), che saranno integrati con successivo decreto. “Sono molto contento – ha poi dichiarato Pappaterra – della squadra formata da professionalità importanti e da amministratori giovani ma di grande esperienza”. Pappaterra si è detto soddisfatto anche per la designazione del vice presidente, persona di grandissima affidabilità, amministratore molto legato al nostro territorio che saprà dare una mano alla vita dell’Ente e che soprattuto sul versante lucano mi potrà coadiuvare al meglio”.

DIECI CUCCIOLI DI MASTINO ABRUZZESE NEL PARCO DEL POLLINO A DIFESA DEI GREGGI DAI LUPI

""Dieci cuccioli di mastino-abruzzese, selezionati come cani da guardiania ( " anti-lupo "), sono arrivati nel Parco Nazionale del Pollino per contribuire, nell’ambito del progetto “Convivere con il lupo, conoscere per preservare”, alla conservazione del Lupo attraverso la riduzione del conflitto uomo-lupo. Il progetto in questione, finanziato dal ministero dell’Ambiente dal 2013, è condotto dal Pollino insieme con altri cinque parchi nazionali dell’Appennino meridionale e prevede anche la realizzazione di un allevamento della razza mastino-abruzzese nel territorio del Parco calabro-lucano. «Siamo impegnati da anni in collaborazione con altre aree protette italiane, nella conservazione del Lupo – ha dichiarato il presidente del Parco del Pollino, Domenico Pappaterra – e i buoni risultati ottenuti non ci hanno mai fatto desistere dall’andare avanti anche nella protezione di specie preda e del bestiame domestico, preservando in tal modo la vita del Lupo. L’arrivo di altri 10 cani, ci consente di proseguire questo impegno che è fatto, oltre che di azioni pratiche, anche di continua sensibilizzazione, al fine di diffondere la conoscenza e la consapevolezza che anche il Lupo è una risorsa da difendere». Nello scorso ottobre, anche in preparazione all’arrivo dei cani, il Parco ha provveduto a formare 14 pastori del Pollino, ospitandoli per tre giorni presso la Cooperativa Agricola Asca di Anversa degli Abruzzi. A fine corso vennero consegnati loro i primi cuccioli di mastino abruzzese da utilizzare per la difesa del proprio gregge. Ora, con l’arrivo e la consegna di altri 10 cani, si conclude la fase preliminare di un’azione progettuale che sarà lunga e complessa. Il progetto, di cui, per l’Ente Parco del Pollino è responsabile il dott. Alberto Sangiuliano, si avvale del contributo del veterinario Carmine Suanno. L’operazione intrapresa a favore dei pastori è stata finanziata dallo stesso Parco del Pollino. In soli tre mesi e mezzo (tra arrivi e nascite) il numero di mastini abruzzesi del Parco ha già superato le 30 unità. I cuccioli arrivati in questi giorni sono stati trasferiti direttamente in alcune aziende dei comuni del Parco, sia in Calabria che in Basilicata.

IL PARCO NAZIONALE DEL POLLINO, VENERDI’ 29 GENNAIO, A GEO&GEO, LA TRASMISSIONE DI RAI 3

Il Parco Nazionale del Pollino, venerdi’ 29 gennaio, a Geo&Geo, la trasmissione di RAI 3 in onda alle ore 15,50. Ospite di Sveva Sagramola e Emanuele Biggi, il Presidente del Parco calabro-lucano, Domenico Pappaterra che illustrera’ le principali attivita’ dell’ Ente gestore riguardo la conservazione della biodiversita’, con particolare riferimento ai boschi vetusti, alla candidatura a Patrimonio naturale dell’Unesco della faggeta di “Cozzo Ferriero” e agli alberi monumentali del Pollino. Proprio in riferimento al censimento degli alberi monumentali, il presidente Pappaterra accennerà alle ricerche di dendrocronologia sul Pino loricato con la scoperta di alcuni Pini con età superiore a 900 anni (un esemplare di 974 anni, ancora vivo, è stato censito sul Monte Pollino a 2050 metri di quota). Durante la trasmissione sarà mostrata la sezione di Pino di 600 anni. Appuntamento, dunque, a mercoledì 27 gennaio, alle ore 15,50 su RAI 3.

FRASCINETO, INAUGURATE CINQUE NUOVE STRADE PER L’ ARRAMPICATA SPORTIVA

""Frascineto, inaugurate cinque nuove strade per l’ arrampicata sportiva. Sono state inaugurate a Frascineto nel Parco Nazionale del Pollino cinque nuove strade per l’ arrampicata sportiva. L’ idea e’ a cura della Polisportiva Pro Loco Frascineto che si e’ avvalsa nelle fasi preparatorie di personale esperto e dopo mesi di pianificazione e ore passate a cercare soluzioni valide, ha redatto un progetto che prevede l’ apertura di un totale di  15 vie. Il progetto ha ottenuto le approvazioni del caso dal Comune di Frascineto e il parere positivo dell’Ente Parco Nazionale del Pollino superando ogni verifica di impatto ambientale. Al momento inaugurale oltre all’ esperto collaudatore, Franco Piccaro che ha fornito una mano importante allo sviluppo del progetto, era presente anche il Soccorso alpino della Guardia di Finanza e numerosi appassionati e curiosi.  A margine dell’ inaugurazione, il presidente della Polisportiva Pro Loco Frascineto, Antonio Parapugna non ha nascosto la sua soddisfazione: “ Dopo mesi di pianificazione e ore passate a cercare soluzioni valide – ha commentato – abbiamo redatto un progetto delle prime 15 vie, ottenuto l’approvazione del Comune di Frascineto e il parere positivo dell’Ente Parco Nazionale del Pollino. Abbiamo quindi scelto di realizzare le prime 5 vie di prova per testare l’ambiente, i clienti e la risposta del territorio che riguarda un argomento diverso dalla semplice arrampicata, l’arrampicata in sicurezza… L’evento e’ stato un successo, le vie piacciono e il panorama è mozzafiato. Ora la strada è aperta, l’idea è diventata una realtà e a breve ci aspettano nuove sfide per migliorare la qualità della vita nel nostro territorio, fornendo nuove realtà lavorative ecosostenibili e stabili nel tempo ai residenti “. Un progetto, dunque che va al di la’ del solo momento sportivo, come spiega ancora Parapugna: “E’ da molto tempo che come associazione pensiamo ad una realtà produttiva per il nostro territorio, la strada che abbiamo scelto è quella del turismo ecosostenibile, semplicemente osservando realtà già collaudate trovate in luoghi distanti da noi. Questa volta ci siamo impegnati in un ambiente diverso dal volo, ma sempre in altezza e sulle nostre rocce, l’arrampicata sportiva. Ciò che ci preoccupava era realizzare qualcosa di innovativo per il luogo, con standard qualitativi di livello superiore, qualcosa che potesse richiamare i turisti dall’estero, qualcosa di stabile e duraturo nel tempo. Tutto ciò ci ha portato a seguire una sola strada, la scelta di un tecnico che potesse soddisfare le nostre richieste e che avesse lungimiranza nella qualità e conformità delle vie d’arrampicata, dopo aver individuato una delle aree più esposte alla vista del turismo di massa, Franco Piccaro ci ha aiutati nella scelta dei materiali e dei percorsi di risalita”. La polisportiva Pro Loco Frascineto aggiunge cosi’ un altro tassello utile a completare quel puzzle che disegna l’ area di Frascineto come un grande parco giochi. Solo pochi giorni fa la stessa Polisportiva ha realizzato la manifestazione " Babbo Natale in parapendio " che ha permesso ad appassionati e curiosi di sperimentare il volo libero nel Parco del Pollino a Frascineto.

COMUNICATO DEI GRUPPI AMBIENTALISTI CHE SI OPPONGONO ALLA RIAPERTURA DELLA CENTRALE DEL MERCURE

""Comunicato dei gruppi ambientalisti che si oppongono alla riapertura della Centrale del Mercure nel comune di Rotonda – Con la vergognosa riattivazione della centrale del Mercure nel pieno Parco nazionale del Pollino ( patrimonio dell’ Unesco ), ‪#‎Oliverio‬ e ‪#‎Renzi‬ hanno nuovamente dimostrato di essere solo marionette delle lobby. La volonta’ popolare manifestata da diversi anni da comitati e associazioni per difendere il territorio è stata nuovamente calpestata con una vergognosa autorizzazione rilasciata dal dipartimento dello sviluppo economico della Regione Calabria. Sono decine le interrogazioni parlamentari depositate in questi anni, tutte rimaste senza risposta. Questa omertà istituzionale puzza come l’oscura vicenda delle infiltrazioni della ‘ndrangheta, che come appreso da fonti stampa, parrebbe gestire il mercato dell’approvvigionamento del legno. La riapertura della centrale va contro una sentenza del Consiglio di Stato, una del TAR di Catanzaro ed in spregio alle regole dell’Ente Parco, che prevede centrali a biomasse delle dimensioni massime venti volte inferiori rispetto a quella appena riattivata. Ma non solo, devono spiegarci come sia possibile rilasciare parere favorevole alla riattivazione della centrale in mancanza dell’autorizzazione AIA-VIA, della Valutazione di Impatto sulla salute e con le Valutazioni di Incidenza delle Regioni Calabria e Basilicata scadute. Ma non finisce qui, ho anche richiesto, con un atto di sindacato ispettivo, di avere accesso al protocollo DICA – AC – n. 687 del 6 maggio 2015 nel quale la Regione Calabria e la Regione Basilicata si sono espresse a favore della riattivazione della centrale. Il governo, però, continua a nascondere ad un parlamentare della Repubblica un importante documento, nonostante lo abbia esplicitamente richiesto in più atti ufficiali.  Tutto questo mentre l’Enel non ha ancora bonificato l’area della centrale inquinata da materiali tossici e cancerogeni come l’amianto illegalmente interrato. Se Governo e regioni pensano che i cittadini accetteranno la devastazione di un patrimonio ambientale unico come il Parco Nazione del Pollino si sbagliano di grosso. Faremo di tutto per fermare questo vergognoso scandalo!